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lunedì 4 febbraio 2019

Con un pezzetto di lino 2...

Quando si fanno certi lavori spesso può capitare che avanzino dei piccoli ritagli di tessuto... Come credo di aver già detto in precedenza, non amo buttarli via: di solito li utilizzo per fare piccole prove ed esperimenti. In questo periodo per esempio sto sperimentando l'uso del bicolore con due gradazioni della stessa tinta nel punt'e nù. e questo è il risultato: un piccolo centrino su cui poggiar le chiavi nel mobile d'ingresso:


Quando ho iniziato non avevo un'idea precisa sul motivo da fare... ho usato ritorto 12 Anchor col 888 e 887 ed un tessuto di lino a trama regolare con 13 fili per cm. Così ho cominciato con un rombo al centro che includeva quattro piccoli rombi ai vertici. Lo spazio intermedio l'ho riempito con un motivo ad 'arenara' (=melagrana).


Al rombo centrale ho poi aggiunto altri due rombi per lato riducendone progressivamente le dimensioni:


Un altro lavoro realizzato sempre con lo stesso tipo di tessuto e gli stessi filati è il seguente:


In questo caso, oltre ad usare due filati dello stesso colore in gradazione, ho voluto provare ad accostare tecniche diverse e devo dire che il risultato l'ho trovato gradevole. Anche qui non avevo in mente un disegno preciso quando ho iniziato ed infatti ho copiato un piccolo rombo del centrino precedente...


A questo ne ho aggiunto degli altri più o meno simili ma di uguali dimensioni, intervallati a mo' di separazione da delle palmette.


 Il tutto è circondato da una cornice realizzata a punto quadro con punto sorbello e punt'erba scambiato all'esterno ed alternato all'interno, tratta dal manuale "Ricamo estense" di Elisabeth Holzer Spinelli.


Anche la sfilatura dell'orlo è tratta dallo stesso manuale. È quello che Elisabetta H chiama 'sfilatura diamante':



venerdì 31 agosto 2018

Il centrotavola.

Salve!
riprendo, dopo tanto tempo di inattività a pubblicare qualcosa sul mio blog e ringrazio tutte le amiche che, nonostante la prolungata assenza dovuta a molte ragioni di carattere personale e familiare, non mi hanno dimenticata.
In questi mesi mi sto dando al recupero dei vari ritagli di tessuto che si erano accumulati e che erano  avanzati dalla realizzazione di altri lavori più impegnativi, come, ad esempio, la tovaglia d'altare su cui ho realizzato un post qualche tempo fa. La mia filosofia in materia è che non si butta niente ed anche un piccolo ritaglio, utilizzato per sperimentare una nuova tecnica, può essere utile come centrino, anche piccolo, sul quale magari depositare le chiavi di casa quando si rientra per evitare di graffiare il mobile 😃.
Un esempio può essere questo con cui ho fatto i miei primi passi nella tecnica del ricamo estense di Elisabetta Holzer:


Così qualche mese fa acquistai un manuale sul ricamo antico di Bruna Gubbini : "Il settimo libro del punto antico"... questa tecnica mi ha sempre affascinato ma non ci avevo mai provato, anche perché mi sembrava troppo al di sopra delle mie capacità.
In quel manuale era presente un bellissimo centro quadrato, completo di spiegazioni. Molti dei punti in esso contenuti li sapevo fare, ma la mia perplessità riguardava sopratutto le parti relative alla sfilatura centrale: sarei riuscita a realizzarle in maniera decente senza rovinare tutto?
Allora ho preso un altro piccolo ritaglio di stoffa ed ho provato: tutt'al più - mi son detta - se non riesco, avrò sprecato un pezzetto di lino ed un po' di filo.
Il risultato fu per me incoraggiante, eccolo:


e ciò mi spinse a tentare su qualcosa di più impegnativo.
A questo punto però si presentava un nuovo problema: io non avevo un pezzo di lino delle misure indicate dal centrotavola proposto dal manuale; quello è quadrato mentre il mio era rettangolare. Allora, come mi accade spesso, ho dovuto reinventarmi il disegno per adattarlo alle dimensioni del taglio di tessuto di cui disponevo, aggiungendo qualche tocco personale 😃...
Ecco quindi il risultato finale:


che, devo ammettere, mi ha pienamente soddisfatto.
La sfilatura del bordo è costituita dal classico gigliuccio, contornato da due file di punto quadro e, nell'angolo un semplice motivo a palmetta.


La parte centrale è costituita da un motivo a stella realizzato prevalentemente a punto piatto o reale:


Ed ecco il motivo sfilato che tanto mi preoccupava:


Il contorno della sfilatura è costituito da una successione di fiorellini a punto reale con, al centro, una 'X' a punto vapore:


con questo motivo d'angolo, che mi sono dovuta inventare:


 perché le dimensioni della sfilatura erano diverse da quelle della fila di fiori e tra la fila ed il fiore d'angolo avanzava troppo spazio che ho riempito in questo modo.
Infine - al centro della parte sfilata - ho inserito un motivo che avevo visto in un post di un'amica su fb (mi spiace, non ho più trovato il post e perciò non posso citarla):


punto quadro e punto piatto per la cornice dei fiorellini col cuore a festone ed i petali a punto vapore.


lunedì 10 luglio 2017

Per non perdere il filo....

Dopo più di due anni rieccomi qui a parlare di Elisabetta Holzer e delle sue pubblicazioni. Le amiche appassionate di ricamo sanno bene chi è... dei miei rapporti con lei ho già parlato in questo blog: di come ci siamo conosciute e della nostra amicizia più che altro, come dire? ....internettiana ☺. Adoro i suoi lavori coloratissimi e solari!
Di recente ha pubblicato un nuovo manuale intitolato 'Per non perdere il filo'. 



Ne era stata messa in rete un'anticipazione ed, incuriosita, l'ho subito scaricata, per farmi un'idea del contenuto. Da questo link potete scaricarla anche voi.
L'elenco degli argomenti ha suscitato subito la mia attenzione. 
Prima di tutto una serie di capitoli su attrezzature e materiali: aghi, forbici, filati, tessuti ecc... Cose che possono sembrare scontate, ma che non lo sono poi tanto. 
Tutto ciò che io ho imparato a fare, nel settore del ricamo, l'ho imparato sempre attraverso tentativi a volte riusciti, a volte no. Per esempio mi è capitato talvolta di iniziare un lavoro e di scoprire che il tessuto non era tanto adatto per ciò che intendevo realizzare o per quella particolare tecnica di ricamo che avrei voluto impiegare... 
Alcuni capitoli spiegano come preparare i tessuti e come impostare le misure di ciò che si vuole realizzare.
Ho trovato molto utile ed interessante il capitolo su "orli e pieghe", soprattutto la parte relativa alla realizzazione degli angoli per i quali spesso incontravo grosse difficoltà.
I capitoli successivi si occupano di come realizzare i vari capi d'arredamento di una casa: tovaglie, lenzuola, federe, asciugamani, tende... come realizzare occhielli ed attaccare i bottoni (non quelli metaforici 😆). Per questi ultimi, almeno in parte, so come fare: ho una sorella che faceva la sarta e fin da bambina ho trafficato, volente o nolente, per darle una mano nei periodi in cui era sovraccarica di lavoro.
Infine nell'ultima parte, troviamo tutta una serie di capitoli contenenti dei consigli sulle tecniche di ricamo, su come trasferire i disegni su stoffa e - utilissimo - come fermare i fili nel ricamo, perchè: avete notato? I tutorial vi dicono come realizzare una particolare tecnica ma quasi mai dicono come fermare i fili... Mi viene in mente a questo proposito la mia prof. di Economia Domestica quando frequentavo le scuole medie che ci controllava sempre, prima di tutto, il rovescio del lavoro e, se non era 'pulito' come diceva lei, ci faceva disfare tutto per riiniziare da capo 😂.
Il capitolo finale tratta la manutenzione dei capi ricamati: smacchiatura (pensiamo alle tovaglie!), lavaggio, stiratura. Tutti consigli utilissimi.
Devo dire che sono veramente soddisfatta del mio acquisto. Ho trovato consigli e soluzioni utilissimi. Grazie Elisabetta Holzer!

giovedì 12 marzo 2015

Ricami a fili contati: la tovaglia.

Mi piacciono i ricami a fili contati, anche se per eseguirli occorre tanta pazienza e, se ti sbagli anche solo di una trama, devi disfare e rifare tutto da capo.
Avevo una pezza di lino verde acqua, acquistata d'impulso, perché mi piaceva il colore. Dopo parecchio tempo che stava chiusa in un cassetto ho deciso di farne una tovaglia per il mio tavolo quadrato nuovo.
Quello ai piedi del tavolo è Theo, il cagnolino di casa, che adora mettersi in posa tutte le volte che può.
All'inizio non avevo in mente niente di preciso su come realizzarla: mi piacciono tanto i punti del ricamo estense di Elisabetta Holzer e volevo fare qualcosa con quella tecnica... al centro pensavo di ricamare qualcosa con il mio punto catenella ed infatti avevo trovato in rete un bel motivo floreale con dei fiori di loto...
Così ho cominciato a realizzare l'orlo con la sfilatura ed il punto quadro con il punto sorbello:

 
all'angolo un piccolo fiore:


...più andavo avanti e meno mi ispirava il motivo floreale che avevo pensato di realizzare...
Alla fine ho deciso: ricamo a fili contati! E, senza sforzarmi troppo, ho copiato un motivo di un vecchio cuscino che ho sul mio letto, ovviamente adattandolo alle necessità di una tovaglia.


 Si tratta  di un motivo che avevo tratto da un numero di 'Anna' di Burda di molti anni fa, semplice da realizzare ma d'effetto.
Questo è il risultato:


Questo motivo è ripetuto in ciascuno dei quattro angoli, collegati tra loro da una striscia di punto sorbello con punto quadro orlata da due file doppie di punt'erba (sopra e sotto) e da un motivo geometrico di semi-esagoni tratto sempre dal bellissimo manuale di Elisabetta Holzer.


Il centro-tavola ripete gli stessi motivi ma in forma più semplice:

... i dettagli:
 
 
Per realizzare il tutto ho usato filo Ancora 25 per la parte sfilata (il punto quadro) filo bianco da cucire per l'àjour e ritorto 8 per il punto sorbello e tutta la parte ricamata all'interno: sia per la fascia laterale che per la parte centrale.

lunedì 5 gennaio 2015

La tovaglia di Natale...

L'avevo promesso con gli auguri di Natale ed ora mi accingo a mantenere la promessa: vi parlo della mia tovaglia di Natale.
Innanzitutto auguri di buon anno a tutte le amiche che ogni tanto vengono a trovarmi in questo mio blog.
Dunque: la tovaglia. Già da tempo mi frullava l'idea di farmene una a punt'e nù ma volevo che: 1 - mi ricordasse il Natale; 2 - che fosse 'tutta mia', cioè inventata interamente da me, dall'A alla Z, come si suol dire.
Per questo motivo ho scelto un tessuto a trama regolare 11 fili x cm, tipo cencio, di colore beige. Il filato è il ritorto fiorentino  12, colore rosso n.47, e due gradazioni di rosa, sempre ritorto 12, n. 9 e n. 10.
Ho pensato di utilizzare tutti i disegni dei fiocchi di neve che a più riprese ho pubblicato in questo blog ed anche qualcuno in più, dal momento che quelli che avevo a disposizione non erano sufficienti.
Ed ecco il risultato: al centro un grosso fiocco di neve che potete vedere nel post dedicato a Gioja Ralui circondato da 8 fiocchi più piccoli tratti dai disegni dello stesso post.
Questo è il motivo centrale nel suo insieme:


... mentre questo è il fiocco grande che sta in mezzo:


... e questa è una delle 8 stelline di contorno.


Come si vede ho utilizzato il filato rosa intenso per i fiocchi di neve, mentre il rosso ed il rosa pallido sono stati impiegati per il riempimento.
Lungo tutto il bordo della tovaglia, che è quadrata, m. 1,50 x 1,50 , ho fatto uno zig zag col filo rosso ed un piccolo motivo di 'follittasa' nell'angolo:


Attorno a questo zig zag, alternandoli uno sopra ed uno sotto la linea, ho inserito a distanze regolari tutti gli altri fiocchi di neve che via via nel tempo ho pubblicato nel blog. Ne presento qui alcuni:
ai quattro angoli, in opposizione a 'is follittasa' c'è questo:


e poi, via via, motivi vari come questo:


... questo:


... questo:

... questo:


 ... e ancora questo:


Qui si può vedere l'insieme:


Ai quattro angoli, come si può vedere dalla foto sopra, un fiocco di neve un po' più grande:


Infine l'orlo: un semplicissimo àjour ed una cornice tratta dal bellissimo libro della mia amica Elisabetta Holzer, di cui ho parlato qui , e che è un'autentica miniera di idee e spunti:

martedì 11 novembre 2014

Il ricamo estense - Elisabetta Holzer.

Oggi voglio parlare dell'ultimo lavoro di Elisabetta Holzer: "Il manuale del Ricamo Estense".
Ho conosciuto Elisabetta H. (così la chiamo io per distinguerla dalle altre Elisabette che conosco, in primis mia sorella) ad 'Italia Invita' la manifestazione che si tiene ogni due anni a Parma (prima era a Rimini). Rimasi subito affascinata dai suoi lavori, così luminosi, colorati, solari. Nel corso del tempo ho approfondito l'amicizia sia attraverso i contatti online come pure nei rari incontri personali a Parma: rari perché - abitando io in un'isola, bella ma pur sempre 'isola', - non sempre ho la possibilità di recarmi ad incontri o convegni sul ricamo.
Tornando al manuale, devo premettere che avevo già quello precedente, pubblicato da Elisabetta H. nel 2007:


 ...e che mi era sembrato ottimo sia per contenuti che per la chiarezza espositiva e la veste grafica.
Ma devo dire che con questa  nuova pubblicazione l'autrice ha superato sé stessa: è veramente, come dice il titolo, un manuale completo.

 
In apertura spiega com'è nata questa tecnica: "... grazie agli spunti forniti...... dalla ceramica graffita ferrarese... dagli affreschi, dai Codici Miniati, da sculture marmoree o lignee e oggetti bronzei rinascimentali".
Segue una prefazione  in cui Bianca Rosa Bellomo  sottolinea come questa tecnica, che lei ha visto nascere e che ha seguito nella sua evoluzione, sia, da parte dell'Autrice, un omaggio a Ferrara, la città dei duchi d' Este.
Quindi una breve presentazione da parte di Elisabetta in cui tra le altre cose spiega come il manuale sia nato "dall'esigenza di documentare il cammino intrapreso e dal desiderio di raggruppare organicamente tutti i punti fin qui adottati...." per "... esprimere con ago e filo le varie particolarità e sfaccettature delle arti fiorenti riguardanti il periodo della Signoria degli Estensi che va dal XIV al XVI secolo".
Il libro è assai ben organizzato, diviso in sezioni, facilmente reperibili anche grazie all'indice consultabile nelle ultime pagine.


Particolarmente utile la sezione 'Consigli pratici' nella quale si forniscono alcuni suggerimenti su come ad esempio fermare i fili o come eseguire determinati punti tenendo conto della torsione del filato.
Gran parte del manuale - abbastanza corposo: più di 200 pagine - è dedicata alla scuola dei punti, raggruppati per categorie a seconda della finalità che con essi si vuole conseguire. L'esecuzione di ciascun punto è spiegata con chiarezza, corredata di schemi ed illustrazioni che ne mostrano l'effetto finale sia sul dritto che sul rovescio.
 
Devo dire la verità: vedere questa sezione del libro fa venir subito voglia di prendere ago e filo... e credo proprio che a breve sfrutterò questa miniera di suggerimenti, informazioni, consigli...
Nell'ultima parte sono proposti alcuni progetti, la cui esecuzione è spiegata in maniera minuziosa e riccamente illustrata. Eccoli qui raggruppati nella pagina introduttiva:
 

ed ecco in primo piano alcuni lavori che definirei meglio capo...lavori!
 
il biscornu...


...il porta aghi...
 ...il puntaspilli...
 
Complimenti Elisabetta H: hai fatto veramente uno splendido lavoro!
 
 
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