martedì 27 agosto 2013

Piccoli lavori... che impegnano!

In questi giorni di fine estate in cui, terminata la tovaglia di cui vi ho parlato nel precedente post, non avevo alcun lavoro impegnativo da realizzare, ho pensato di mettere un po' di ordine tra le mie cose del ricamo, ed ho trovato un lavoretto che avevo iniziato qualche tempo fa e che non avevo mai terminato...
Sicuramente accade anche a voi di interrompere qualche lavoro e di dimenticarlo in qualche cassetto o scatola. Io l'avevo messo da parte quando ormai mancava poco alla conclusione perchè avevo trovato noiosissimo realizzare il bordo a chiaccherino. Ora, non avendo di meglio da fare, l'ho terminato.

 
Si tratta di un centro-corsia, di cm 58 x 17 (con il pizzo è qualche centimentro in più) che avevo pensato di fare per utilizzare un pezzo di lino che mi era avanzato da un altro lavoro più grosso.
Il disegno, in stile Art Nouveau l'avevo preso da un libretto acquistato su Amazon: "Small frames in the Art Nouveau Style" - Dan X. Solo - Dover Publications Inc. Il libretto contiene una raccolta di cornici in stile, una più bella dell'altra (almeno per me che adoro questo genere di cose).
Il motivo originale comprendeva solo il motivo che ho riprodotto nella foto sotto:


Io l'ho raddoppiato a specchio.
Ho pensato di ricamare il tutto con il mio punto catenella, che si presta molto bene a ricamare motivi lineari e con volute e la cui procedura di esecuzione potete vedere qui, qui e qui. Come si può osservare dalla foto seguente ho utilizzato due fili di gradazione diversa: rosa chiaro per la catenella e rosa scuro per il passaggio di ritorno. Le parti delle linee e delle volute che uniscono i fiori dei lati con quelli centrali sono invece realizzati a punt'erba, ma un po' più grosso e fitto in modo da sembrare quasi un cordoncino.

 

All'interno dei quattro fiori d'angolo ho inserito tre barrette a punto vapore ed un nodino sopra ciascuna di esse per ogni petalo, così da simulare stami e pistilli.
 
 
Alla fine ho circondato il tutto con il (noiosissimo) chiaccherino. Ecco qui un dettaglio:

 
 
 

giovedì 22 agosto 2013

La tovaglia a punt'e nù (finalmente!)

È già da qualche giorno che ho terminato di ricamare la tovaglia per i miei nipoti, Giulia e Samuele. È stato un lavoro assai impegnativo che ha richiesto circa sei mesi di tempo per la realizzazione. Il tessuto che ho utilizzato è il lino tipo Assisi della Bellora (11 f. x cm) colore beige ed il filato è il Ritorto Fiorentino dell'Anchor n° 12 colore 891, una tonalità giallo-dorata che amo tantissimo.


 
Ed eccola qua: è molto grande ( cm. 240 x 160) e non ho un tavolo rettangolare adatto, comunque anche da questa foto si può capire quanto sia ampia. Comprende una fascia ricamata lungo i lati ed una fascia un po' più stretta, pure rettangolare, al centro.


 
Questo è il motivo centrale...


 
 ... mentre questo è il motivo della fascia laterale con il bordo sfilato. Nelle foto che seguono sono visibili dei dettagli ingranditi:


 
della fascia laterale...


 
 ... del suo motivo d'angolo...


 
...del motivo che viene ripetuto lungo tutto il bordo.
Le foto seguenti invece mostrano in dettaglio la fascia cemtrale:


 
 un particolare ingrandito dell'angolo...


 
... lo stesso angolo in una visione più ampia...


 
... il motivo che viene ripetuto.
Infine in quest'ultima foto un dettaglio della sfilatura dell'orlo con l'angolo e della quale avevo già parlato in precedenza qui.





mercoledì 5 giugno 2013

Vecchi lavori...

Dopo qualche mese di assenza dal mio blog, finalmente ritrovo un po' di tempo per aggiornarlo... Ringrazio tutte le amiche che, nonostante il mio silenzio, hanno continuato a visitarlo :-). I motivi per cui sono stata tanto tempo in silenzio sono diversi, tra questi un nuovo viaggio di una settimana a New York :-) ed una decina di giorni di malattia (la sinusite è una brutta bestia con la quale purtroppo, mi capita di dover fare i conti, ogni tanto!).
Oggi voglio parlare di un mio lavoro di tanti anni fa, del quale mi ero quasi dimenticata. Si tratta di una tovaglia che ha un'origine curiosa ed un po' tormentata, ma che alla fine si è rivelata una fonte di di divertimento (durante l'esecuzione) e di soddisfazione, visto il risultato.


 Avevo comprato per errore in internet un tessuto che presentava dei quadrati di tela aida alternati a tela semplice: l'errore consisteva nel fatto che ero convinta di aver comprato della tela aida. Una volta constatato l'errore, mi sono chiesta che cosa farne di un tessuto così. Allora ho cominciato, come per gioco, a ricamare con punti semplicissimi - dato che con la tela aida non si può fare altro - un quadrato....

... poi un altro: ma dato che, come dico spesso, a far sempre la stessa cosa mi scoccio, ho cambiato motivo.



 Poi un terzo,



poi un quarto, sempre diversi:


Qualcuno, non ricordo chi, mi ha detto: ma hai intenzione di farli tutti diversi? Ho raccolto la sfida: non so quanti siano i quadrati (non li ho contati), ma sono tutti diversi.
Ecco alcuni esempi:








Il filato che ho usato è un banalissimo cotone in gomitoli n° 50 di tre colori diversi: celeste-grigio, rosa intenso ed uno sfumato che va dal rosa al giallo al celeste con cui ho realizzato anche il bordo con il chiaccherino.

mercoledì 13 febbraio 2013

Sfilati.../4

 
In questo periodo, in cui a causa delle temperature rigide si tende a restare a casa, al calduccio, ho iniziato a ricamare una tovaglia (l'ennesima...) per un mio nipote (l'ennesimo... ;-)!).
Questa che spiego di seguito è la sfilatura del bordo. Secondo le mie solite abitudini, è veloce e semplice da realizzare e chi ha già visto i miei precedenti post in proposito e magari ha provato ad eseguire le sfilature  in essi illustrate, lo sa.
Dunque: ho sfilato il tessuto (lino Bellora 11fili x cm) nel seguente modo:
3 fili levati
4 fili lasciati
12 fili levati
4 fili lasciati
3 fili levati.
Alle due estremità, superiore ed inferiore delle sfilature, ho realizzato il punto a giorno (al rovescio) prendendo mazzetti di 3 fili.
Lungo le due parti di 4 fili lasciati (superiore ed inferiore) ho realizzato il punto che già avevo spiegato qui , mentre nella parte centrale ho legato i mazzetti di 3 fili a gruppi di due secondo il modo che già avevo indicato qui con la differenza che in questo caso ciascun mazzetto è legato solo due volte: una volta con il mazzetto precedente ed una volta con quello successivo. Inoltre tra una legatura e la seguente il filo viene arrotolato due volte attorno alla barretta su cui si sta lavorando
Ed ecco il risultato:

 
 ...come potete constatare il lavoro è ancora in corso d'opera, tant'è vero che non ho ancora levato le imbastiture dell'orlo! :-)
Dimenticavo: il ricamo sulla tovaglia sarà a punt'e nù!

martedì 29 gennaio 2013

Il Ricamo Cadolingio.

Chi mi conosce sa che, purtroppo, non sono molto portata per quelle tecniche di ricamo che io chiamo 'fini', quelle cioè del ricamo classico tradizionale molto diffuso ai tempi delle mie nonne e che amo tantissimo. Sì, so come si fa, perchè ai miei tempi queste cose si insegnavano a scuola ( ah, l'Economia Domestica...) oppure dalle suore, dove anch'io ho imparato i primi rudimenti del ricamo. Ricordo che nel mio paese, in quello che allora - parlo degli anni '50 - si chiamava "l'asilo", che sarebbe poi la scuola materna di oggi, c'era una suora bravissima nel ricamo dei paramenti sacri. Restavo affascinata ad osservarla mentre riempiva i tessuti preziosi di arabeschi e volute realizzati con fili d'oro, conscia del fatto che mai sarei riuscita anche solo a cimentarmi con un lavoro del genere!
Il libro di cui vi voglio parlare e che dà il titolo a questo post, sta cambiando le mie idee in proposito.Si tratta di un manuale di cui potete vedere la copertina,


realizzato dalla mia amica Ebe Ciampalini Balestri, (iltempo.ritrovato@yahoo.it ) la quale ha inventato una nuova tecnica di ricamo con fili dorati che ha chiamato appunto 'Ricamo Cadolingio'.
Nel libro sono spiegati con chiarezza e ricchezza di immagini i punti impiegati e le procedure per realizzare tanti oggetti eleganti e preziosi come questo portaocchiali:


oppure questa deliziosa scatolina rotonda:


o questo elegante specchio quadrato:


oltre a numerosi altri progetti.
Il manuale è corredato anche da una seconda parte in inglese (traduzione di Jeanine Robertson ) ed è concluso da una dotta nota storica del dott. Massimo Cecconi sulla famiglia dei Cadolingi, di origini longobarde e signori di Gambassi: dai reperti archeologici dell'epoca altomedioevale di questa parte della Toscana infatti,  Ebe ha tratto ispirazione per creare questa tecnica di ricamo che, appunto, ha voluto chiamare 'Cadolingio'.
 
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