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martedì 29 marzo 2011

Il costume di Desulo./4

La descrizione del costume di Desulo che ho fatto nei miei precedenti post è completata da quest'ultimo in cui parlo de 'su cippone', 'su cuguddu' e de 'su cappucciu'.
Su cippone è una sorta di giacchetta (da indossare sopra la camicia e 'is spallettas') con le maniche, da cui fuoriescono  a sbuffo  le maniche della camicia, come si può osservare qui . I tessuti con cui è realizzato sono: il velluto, il damasco (in sardo 'brocau') e lo scarlatto che è un panno di lana rosso, mentre il nastro che decora e unisce le varie parti si chiama 'feta aligiada' (della grafia della seconda parola non sono sicura).
Ecco alcuni esempi di 'cippones':
il davanti...


...il dietro...

un altro 'cippone' più semplice ma molto più vecchio...


ed i dettagli dei ricami delle maniche ...


I punti di ricamo si chiamano: 'coccone' (i rombi), 'pitz'e ranna' (ricamo con le punte), 'orroreddas' (le rotelline) 'naigeddas' (i rametti - la 'g' in questa parola si pronuncia dolce come la j francese).
La cuffia (su cuguddu) completa l'abbigliamento tradizionale femminile di Desulo. Ha gli stessi vivaci colori del resto dell'abito ma per le vedove è nera o color caffè, in segno di lutto. Ecco alcune cuffie:






... ed ecco un primo piano dei ricami...



Potete trovare una descrizione della cuffia di Desulo e dei suoi ricami qui .
Infine nelle grandi occasioni ( per esempio per i matrimoni) si indossa sul capo un velo nero di seta (damasco) fittamente pieghettato come potete vedere qui .

lunedì 28 febbraio 2011

Il costume di Desulo./3

Dopo la camicia ed 'is spallettas' si indossa la gonna detta 'sa camisedda'. È realizzata con un robusto panno di lana, chiamato 'orbace' che in passato veniva tessuto in casa con il telaio tradizionale, utilizzando la lana di produzione locale colorata con coloranti vegetali tra cui 'su scabecciu', una polvere ricavata dal legno di una pianta l'Haematoxylum campechianum, in italiano 'campeccio', originaria dell'America centro meridionale e già nota ed utilizzata dai nativi americani per tingere i tessuti. Questo tessuto, piuttosto ruvido ed ispido, veniva ammorbidito per mezzo di un trattamento a base di acqua calda ed una forte compressione così da ottenere l'infeltrimento della lana ed avere come risultato finale un tessuto piuttosto compatto. (Notizie circa la lavorazione tradizionale dell'orbace si possono trovare qui : purtroppo per le amiche non sarde sarà di difficile comprensione, dato che si tratta di un interessantissimo manualetto scritto interamente in sardo)
Qui di seguito le foto di una gonna:


e dei dettagli dei suoi ricami:




 
Sopra 'sa camisedda' si indossa 'su saucciu' (= il grembiule), anch'esso di orbace rosso, bordato da una striscia di taffetà azzurro e riccamente decorato con ricami in filo di seta color oro, giallo, rosso, blu e verdino.
Eccolo:
 

Ed eccone in dettaglio i ricami:
 

Questo è un altro esemplre di 'saucciu'...
 

...che, come si può vedere nelle foto seguenti, viene assicurato in vita mediante una fibbia ed una catenella finemente lavorate.


giovedì 17 febbraio 2011

Il costume di Desulo./2

Sopra la camicia si indossa un corpino senza maniche (is spallettas), fittamente ricamato e dai colori vivacissimi tra i quali prevalgono il giallo, l'oro, il blu ed il rosso. Nelle foto seguenti si possono vedere:

il davanti...

...il dietro...

...un dettaglio della parte anteriore...

... un altro modello più semplice ma abbastanza antico (più di 100 anni)...

... un dettaglio con alcuni ricami di quest'ultimo modello...

... un altro corpino ricamato fittamente....


giovedì 27 gennaio 2011

Il costume di Desulo./1

Il primo capo d'abbigliamento che si indossa è la camicia. È fatta con un tessuto bianco compatto, dalla trama fitta, che chiamano 'pelleovo'. Presenta un'arricciatura fittissima sul collo (su ciughittu) e nella manica (su manigottu) sia all'altezza della spalla che sul polsino (su brucciu). L'arricciatura della manica è talmente fitta che l'ampiezza della manica stessa è di circa un metro e mezzo!.
In questa foto si può vedere una camicia da bambina, sulla quale è stato messo un corpino senza maniche.

Anche l'apertura nella parte anteriore è ornata da fitti ricami.
Il ricamo che guarnisce i polsini, il collo e la spalla della camicia è chiamato dalle mie parti 'puntu vanu', ma in Sardegna ha nomi differenti a seconda delle zone. Ad un'occhiata superficiale può ricordare il punto smock dal quale, invece è molto diverso, come si può constatare osservando questi dettagli:

il ricamo del polsino...


...e quello del collo.

Ed ecco altri esempi di puntu vanu in camicie da donna, dove il ricamo è bianco:

...il ricamo di una spalla (attaccatura della manica)...

...quello del collo...

... un altro collo...

...una spalla, nella quale si intravedono, sulla destra, dei fitti ricami realizzati a macchina con grandissima precisione...

...un polsino.

E questo è il primo piano della parte terminale di un polsino, con un curioso pizzo a spirale realizzato ad ago nel bordo. Potete vederlo meglio in questo breve filmato.


Ed infine un particolare della decorazione dello spacco della scollatura sul davanti (is pettorrasa):

venerdì 21 gennaio 2011

Il costume di Desulo.

Alcuni giorni fa sono andata a trovare la signora Luisa. È originaria di Desulo, un paese della Barbagia, ai piedi del Gennargentu, ma abita ormai da tanti anni nel mio paese. Su mia richiesta mi ha mostrato il costume tradizionale del suo paese, e di cui lei conserva diversi esemplari, alcuni costituiti da capi molto antichi, risalenti alla fine dell'ottocento ed ancora in perfette condizioni.
In Sardegna ogni paese ha il suo costume tradizionale: spesso due paesi, distanti tra loro solo qualche chilometro, presentano costumi molto diversi. Molte le ragioni di ciò: tra queste, forse, anche il fatto che essendo il territorio dell'isola prevalentemente montuoso, nel passato ciò rendeva difficili le comunicazioni ed i contatti tra paesi anche vicini che, in tal modo, trascorrevano la loro vita e sviluppavano la loro cultura in maniera del tutto autonoma, con scarsi apporti dall'esterno. Ovviamente questa è una mia riflessione basata sulla realtà geografica della mia terra e non so quanto possa essere condivisa dagli esperti in materia.
Tornando al costume di Desulo, devo dire che mi ha sempre colpito per la sua particolarità:  la sua struttura, fatta di tanti pezzi di stoffa dai colori sgargianti assemblati da ricami e nastri cuciti sopra.
Ecco qui una foto del costume indossato da una ragazza:

e questa è una foto della signora Luisa, da bambina, con il costume del suo paese:


La prossima volta parlerò del costume, delle sue parti con i loro nomi, con le foto dei capi e dei ricami in dettaglio.
 
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