L'11 settembre scorso la mia nipote-figlioccia Manuela (quella per cui avevo ricamato il cuscinello che vedete anche in alto come logo del mio blog e che potete vedere qui:
http://ricamoealtro.blogspot.com/2010/07/cuscinelli.html ) si è sposata con Andrea. Questa data che al mondo ricorda fatti drammatici, ricorderà a tutti noi un giorno felice. Io sono la sua madrina e sua zia e perciò il mio giudizio è di parte, però devo riconoscere che la sposa era (ed è) molto bella.
Qui è con sua madre, poco prima di uscire di casa (nello sfondo si vede mia madre 88 anni!):
All'uscita di casa trova lo sposo che le porge il bouquet:
... eccolo in dettaglio:
Infine eccoli qui al ritorno dalla chiesa dopo la cerimonia nuziale mentre ricevono 'sa gratzia', cioè la benedizione da parte delle rispettive madri:
... sembrano tutti piuttosto preoccupati per la sorte del piatto!
Questa de 'sa gratzia' è da noi un'usanza antica. Al ritorno dalla chiesa gli sposi sostano a casa della sposa dove vengono accolti dalla madre .Prima di entrare però devono inginocchiarsi sulla soglia di casa dove ricevono la benedizione: la madre offre loro dell'acqua da bere in un bicchiere col quale in precedenza ha tracciato sul loro capo un segno di croce, quindi, dopo che gli sposi hanno bevuto, butta l'acqua rimasta, segno che nessun'altro deve berne. Successivamente la madre prende un piatto nel quale sono stati posti, come augurio di buona fortuna, del grano, riso, sale, confetti o caramelle, monetine, fiori; poi prende nel pugno un po' del contenuto del piatto e lo sparge sul capo degli sposi tracciando un altro segno di croce. Alla fine, dopo aver gettato il resto sugli invitati, butta il piatto a terra, come augurio di prosperità. Viene considerato un segno di malaugurio il fatto che il piatto non si rompa. Quello di mia nipote, per sua fortuna, è andato in mille pezzi, questo spiega il loro sguardo allarmato!