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sabato 24 giugno 2017

blackwork: che passione!

In questo periodo mi sono dedicata al blacwork che, secondo il mio solito modo di fare, ho interpretato a modo mio... Infatti la caratteristica principale di questa tecnica - come appunto dice anche il suo nome - è quella di utilizzare del filato di colore nero. Qualche volta ho usato il filo nero, ma i colori che piacciono a me sono altri... perciò ho voluto provare a cambiare.
Prima del lavoro che presento oggi, avevo realizzato una corsia da tavolo nei toni del viola intenso e del viola più chiaro. Ne mostro qua un frammento:

 

Il blackwork è una tecnica abbastanza semplice, in rete si trovano numerosi tutorial, ma richiede attenzione perchè si tratta di una tecnica a fili contati per cui, sbagliare anche solo di una trama, costringe a disfare... È perciò utile impiegare dei tessuti a trama regolare: nel mio caso si tratta di tela Aida non troppo grossa.
Una volta terminata la corsia, mi sono ritrovata tra le mani un piccolo avanzo di tessuto ed ho pensato di ricavarne un centrino:


I colori sono l'azzurro intenso ed il celeste (filati ritorto fiorentino 12 di Anchor rispettivamente n° 147 e 153), colori che amo molto. Qui di seguito alcuni dettagli:


 ....il motivo geometrico con i due bordi che lo incorniciano...


ed il motivo di rifinitura che ho 'rubato' al ricamo hardanger.

sabato 18 febbraio 2017

Bianco su bianco... e tre (e poi basta)!

Da qualche tempo mi sento attratta dal ricamo in bianco. Mi piace, lo vedo raffinato, elegante. Inoltre mi piace sperimentare (ed inventare) cose nuove. Qualche volta il risultato non mi soddisfa (ed allora proprio non ne parlo 😉) ma altre volte mi sorprende positivamente. come con questo centro:


La storia del lavoro di cui parlo oggi è questa.
Avevo acquistato circa 40 cm di lino per eseguire un lavoro per una amica, quello di cui ho parlato nel post precedente a questo. Prima di iniziare quel lavoro, volli testare il tessuto ed il filato per vedere se entrambi fossero compatibili ed iniziai un lavoretto ma senza uno schema preciso. Iniziai dalla stella centrale: avevo preso spunto da una foto contenuta nel bellissimo manuale del ricamo di Lefkara (Cipro). E poi da lì, via via inventando, ho proseguito con la cornice a rombo in hardanger.


Anche il motivo che circonda la parte centrale traforata è copiato da una foto dello stesso manuale. Quindi ho voluto provare l'effetto che avrei ottenuto se avessi aggiunto un po' di punt'e nù e devo dire che non mi pare ci stia male una semplice cornice con 'denteddasa' (=dentelli).


Successivamente, per compensare lo spazio 'pieno' ho aggiunto un'altra cornice romboidale traforata ai quattro lati della quale ho collegatole 'code' in diagonale per coprire lo spazio rettangolare del tessuto.
Infine sia per incorniciare il tutto che per riempire gli spazi vuoti che restavano ho aggiunto lo zig zag e le palmette a punt'e nù.


A chiudere il tutto la solita cornice sfilata impreziosita dai picot.


mercoledì 25 gennaio 2017

bianco su bianco...ancora!

Mi era stato chiesto di realizzare un centrotavola da regalare ad un'amica senza che mi venisse posta alcuna limitazione circa la tecnica od i colori da utilizzare.... Non conosco l'arredamento della casa di questa amica per cui ho optato per il bianco che è un classico che va bene dappertutto.... spero solo che questa amica non abbia i mobili bianchi come li ho io, perchè il bianco su bianco proprio non va 😂...


Visto che mi era stata data ampia libertà nella scelta della tecnica con cui realizzarlo, ho voluto tentare un esperimento: mettere insieme due tecniche lontanissime (non solo geograficamente) tra loro: punto annodato sardo ed hardanger. Mi sembra che il risultato sia soddisfacente...
Per esempio:
questo è hardanger...


ed anche questo è hardanger....


... questo invece è punto annodato sardo....


e questo è anche punto annodato sardo...


Ho tratto ispirazione da diverse fonti.
Per esempio: l'idea del motivo complessivo che forma il quadrato centrale l'ho tratta da un lavoro di Yvette Stanton, dal suo manuale "Early-style hardanger", solo che il suo lavoro era costituito da una striscia mentre io l'ho adattato alla forma quadrata:


I riempimenti nel rombo centrale, per i quali alcune amiche mi hanno chiesto spiegazioni, li ho ricavati da un altro ottimo manuale sull'hardanger di Sadako Totsuka "Délicate broderie hardanger".
Sempre dal manuale di Yvette ho rilevato il motivo dei picots nel bordo:


Anche per la sfilatura ho voluto provare qualcosa di diverso dal solito, ma, dato che non sono molto esperta in questo campo, ho scelto una cosa facile facile:


... con questo motivo d'angolo:


Spero che alla nostra amica Santina piaccia il mio lavoro...😊

venerdì 25 novembre 2016

Ancora hardanger!

Qualche mese fa ho acquistato l'ultimo volume pubblicato da Yvette Stanton sull'hardanger. eccolo:


Possiedo diversi manuali di Yvette Stanton: quello sul ricamo portoghese, quello sul punto annodato sardo e questo è il terzo. Devo dire la verità: tutti i libri di Yvette sono curatissimi, dettagliati sulla tecnica che presentano, ricchi di illustrazioni ed i lavori che presenta sono molto accattivanti e ti invogliano a provare, anche se non hai mai preso un ago in mano! Addirittura le pagine sono doppie: a sinistra la procedura spiegata alle mancine, a destra per le destrorse... per me che sono ambidestra vanno bene entrambe. Hanno solo un limite, per me, i libri di Yvette: che sono in Inglese, lingua che io non ho mai studiato (ai miei tempi a scuola si studiava francese); comunque si tratta di un limite facilmente superabile grazie al ricchissimo corredo di illustrazioni di cui i manuali sono dotati.
Conosco l'hardanger da parecchi anni e con questa tecnica ho realizzato molti lavori piccoli e grandi, alcuni dei quali inseriti anche in questo blog, qualcuno pubblicato anche recentemente su Rakam. Ma questo nuovo manuale di Yvette, proponeva cose nuove che hanno stuzzicato la mia curiosità ed il desiderio di provare. Perciò con un rettangolo di tessuto di lino di 11 fili per cm, avanzato da un lavoro ben più impegnativo (per dimensioni) ho pensato di provare... ed ecco che cosa è venuto fuori:


Il motivo è ripreso in parte dalla proposta di pagina 36 del manuale - motivo per un cuscino - che io ho dovuto adattare alle esigenze del pezzo di tessuto di cui disponevo, Per quanto riguarda i mezzi rombi laterali, che dovevano essere simili a quello centrale, li ho modificati per sopperire alla mia distrazione perchè ho tagliato i fili in maniera diversa da come lo schema suggeriva: bisogna pur fare di necessità virtù ! 😊
Qui di seguito le foto dei dettagli. Il motivo centrale:


i mezzi rombi inferiori e superiori:



ed il motivo della sfilatura dell'orlo unitamente ai minuscoli picot di rifinitura:

Ho trovato questo lavoro molto soddisfacente: ringrazio Yvette per le cose che mi ha insegnato e la saluto con simpatia ed affetto👋.

domenica 21 febbraio 2016

La vestina da battesimo.

 «Ricevi la veste bianca e portala immacolata davanti al tribunale del nostro Signore Gesù Cristo, per avere la vita eterna». Questo è ciò che il sacerdote dice al bimbo, una volta battezzato, posandogli simbolicamente sopra una vestina bianca.
Le amiche che fossero interessate alla simbologia ed alla storia del rito del battesimo troveranno questo link molto esauriente in merito: http://www.laurentianum.it/content/view/341/ .
 Il testo esplicativo sopra citato termina con il seguente consiglio:
"Infine ancora l'invito ai genitori e ai padrini di confezionarla possibilmente loro stessi e di portarla con sé: «è bene che questa sia portata dalle singole famiglie»."
Per quel che mi riguarda, è la seconda vestina che ricamo: la prima fu per la mia nipotina Sara che ora ha quasi 4 anni e questa, la seconda, è per il suo fratellino Francesco, nato 8 giorni fa,
La vestina ha un alto valore simbolico, simboleggia l'essere rivestiti di Cristo con il battesimo, perciò ho pensato di ricamare sul davanti una croce.
Il tessuto è un lino piuttosto leggero, circa 18 fili per cm e la confezione della camicina, con quello scollo così particolare, è opera della grande pazienza ed abilità di mia cognata Anna.
Il ricamo è opera mia: si tratta di una croce greca realizzata con la tecnica dell'hardanger impiegando il cordonnet special DMC n° 100.


I 4 motivi agli angoli dell'incrocio dei bracci della croce sono invece eseguiti a punto piatto e punto vapore con filo mouliné ad un capo Anchor n° 1.

... un dettaglio della parte centrale....




ed una piccolissima guarnizione a punto vapore nella punta della scollatura...




Infine la rifinitura, con un minuscolo (ma veramente 'minuscolo': ho levato un solo filo!) orlo a giorno:



sabato 19 dicembre 2015

Hardanger: che passione!

Prosegue la mia mania per l'hardanger! In un post precedente, datato 2 novembre, avevo parlato di un centrotavola che avevo realizzato ispirandomi ad alcuni lavori di una pubblicazione che trovo veramente fantastici. Questa volta si tratta di un centrino di dimensioni ridotte (avevo un quadratino di tessuto e non sapevo che farne...) il cui schema mi sono inventata di sana pianta.

Il tessuto è lino tipo Assisi (11 fili per cm) bianco ed il filato che ho impiegato è il ritorto fiorentino di Anchor n° 12 bianco, mentre per la parte sfilata centrale ho usato il filo 25 sempre di Anchor, bianco.
Ho iniziato con il motivo a croce dentro e poi il resto... è venuto da sé :-D!

Questo è il motivo centrale, con una croce racchiusa in una cornice di punto rodi a rovescio doppio e a sua volta inserita in un riquadro formato da due file di quadrati separati da una sfilatura.
Quindi non ho resistito alla tentazione ed ho voluto fare un esperimento: ho aggiunto un'ulteriore cornice a punt'e nù! volevo vedere se i due stili erano compatibili e devo dire che il risultato non è poi così male...
 
Ai quattro angoli ho ripetuto parzialmente il motivo centrale:

 
Durante la fase di realizzazione ho pubblicato alcune foto sulla bacheca di alcuni gruppi fb e diverse amiche mi hanno chiesto lo schema.... purtroppo non so disegnare ma, se a qualcuna interessasse ancora, penso che nel blog le foto siano abbastanza dettagliate da consentire loro di ricavarlo da esse.
I miei auguri di buone feste a tutte coloro che hanno la pazienza di seguirmi!

lunedì 2 novembre 2015

Centro tavola ad Hardanger

Da qualche tempo stavo 'rispolverando' l'hardanger. È una tecnica che mi è sempre piaciuta tantissimo. Molti anni fa realizzai con questo punto una tovaglia per mia madre: semplice ma di grande effetto. Devo ammettere che ebbi un grande coraggio allora: l'hardanger richiede molta precisione e se tagli il filo sbagliato son dolori! Dopo di allora non feci più nulla di impegnativo con questa tecnica, ma recentemente mi lasciai convincere ad acquistare alcuni manuali. Per l'esattezza questi 2:

 
Fu soprattutto il manuale con gli splendidi lavori di Sadako Totsuka che mi affascinò...
Avevo un pezzo di lino Assisi beige di Sotema acquistato alcuni anni fa ed ancora non utilizzato, così decisi: avrei realizzato un centro tavola ad hardanger!
Eccolo:
 

L'idea è partita dal manuale che ho menzionato prima, ma poi, come mi accade spesso, ho cominciato ad inventare, anche per adattare il lavoro alle dimensioni del tessuto che avevo...
Mentre procedevo ho pubblicato qualche foto su dei gruppi hardanger di facebook ai quali sono iscritta ed alcune amiche hanno apprezzato il mio lavoro e mi hanno chiesto lo schema od almeno il giornale da cui l'avrei tratto. Purtroppo, a parte il punto di partenza che ho preso dal manuale, per il resto ho inventato tutto e non mi arrangio a disegnare l'hardanger. Comunque, se qualcuna fosse ancora interessata allo schema potrà ricavarlo dalle foto che pubblicherò in questo post: devo dire la verità: a me non interessa affatto se qualcuno lo copia, significa che è piaciuto.
In questa foto è presente un quarto del lavoro complessivo:


e poi, di seguito, i motivi dei vari riquadri:

 
il motivo che sta all'estremità centrale di ciascun lato, con una parte del bordo;

 
il rombo centrale;



uno dei quattro rombi che gli stanno attorno;

 
il rombo che, insieme ad altri tre, costituisce gli angoli del gruppo centrale.
 
Infine i motivi in diagonale:


uno, traforato, al centro...
 
 
... ed uno 'pieno' ai due lati di esso.
 
I punti impiegati sono quelli dell'hardanger: punto piatto, punto rodi a rovescio doppio, punto rammendo per le barrette, punto spirito 'doppio', punto vapore per i picot e per gli àpici delle foglioline. Il filo che ho utilizzato è il perlato bianco n° 8 (quello in gomitolini) e per le barrette il filo da ricamo Anchor 25 bianco.

mercoledì 23 aprile 2014

Il centrino di prova.

In questi mesi ho un po' trascurato il mio blog e di questo mi scuso con le quattro amiche che hanno la pazienza di venire a trovarmi... Il fatto è che in questo periodo ho dovuto affrontare alcuni problemi ed io - se non ho serenità - non riesco a concentrarmi...
Voglio presentare oggi un lavoretto che ho appena terminato e che, come ho scritto nel titolo, costituisce una 'prova'. Mia sorella Elisabetta tempo fa mi ha chiesto di fare per lei un lavoro di un certo impegno ed io, prima di buttarmi nell'impresa ho voluto provare a vedere non solo se sono in grado di portarla a termine, ma anche come avrebbe 'reso' il tessuto che, come poi ho constatato, non è ad armatura perfettamente quadrata.
Questo è il risultato:

Un motivo a reticello su un lato e due piccoli quadratini agli angoli opposti, una cosa non particolarmente complicata... io non sono brava con questa tecnica che, pure, adoro. Sono autodidatta, per quel che riguarda questa tecnica: purtroppo non ho potuto frequentare alcun corso. Vivendo in un'isola (e con i problemi familiari che ho) non posso spostarmi con facilità: ciò richiede tempo (che non ho) e denaro. Ciò che ho fatto l'ho appreso nei vari manuali che ho acquistato, soprattutto quelli di Stefania e Laura, due maestre mooolto in gamba che mi onorano della loro amicizia :-)! A proposito: Laura, proprio in questi giorni ha pubblicato un nuovo manuale: credo proprio che me lo comprerò! Le sue spiegazioni sono molto chiare e corredate da numerose foto che facilitano enormemente la comprensione dei vari passaggi.
Ed ecco in dettaglio le varie parti del lavoro:




Questo è il motivo più grande, contornato da una doppia filza (non so come si chiami ma è un tipo di punto che ricorre spesso nell'hardanger e che a me piace assai) ed un po' di punto vapore e punto piatto.
Al lato opposto due piccoli quadrati di reticello agli angoli: tutti i motivi sono collegati con una sottile sfilatura à jour doppia:
 
Infine l'orlo: una sfilatura che già tante volte ho fotografato in questo blog, spiegando come si fa:


L'angolo ha poi un motivetto di tre punti vapore:


 
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